Trapianti: dona un rene al padre e gli salva la vita

Il dono di sua figlia gli ha salvato la vita. E’ la storia a lieto fine di un artigiano empolese, Gennaro Petrilli, 58 anni, che il 19 dicembre scorso ha subito un trapianto di rene donato da sua figlia che gli ha permesso di tornare a vivere una vita normale. E dopo alcuni mesi di decorso post operatorio e controlli sanitari, l’Azienda ospedaliera universitaria pisana dove il trapianto è stato eseguito, ha deciso di renderla pubblica.

L’uomo aveva già subito con successo, sempre a Pisa, un trapianto di fegato nel 1996. In quell’occasione l’organo compromesso, e operato in condizione d’emergenza per un’intossicazione acuta per esposizione professionale a fumi tossici, fu sostituito con un fegato donato da un toscano deceduto. Il trapianto fu allora eseguito da Franco Mosca, all’epoca direttore della Chirurgia generale e trapianti” dell’Aoup, e oggi il secondo intervento è stato condotto dall’equipe diretta da Ugo Boggi, erede di Mosca.

Negli anni successivi al trapianto di fegato la terapia immunosoppressiva, necessaria per conservare la funzione dell’organo trapiantato, ha causato un lento ma progressivo danno ai reni di Petrilli, fino a determinare l’insorgenza di un’insufficienza renale cronica, culminata con la necessità di dialisi cui unica alternativa e la sostituzione della perduta funzione renale con un nuovo rene.

In prima battuta fu la sua nuova compagna, infermiera di dialisi conosciuta durante la malattia, a offrirsi come donatrice ma per motivi clinici la donna non risultò idonea. E’ stata dunque la figlia Sara a offrirsi per dare un rene al padre e dopo un tempestivo percorso di valutazione di idoneità guidato dai medici dell’Unità operativa di Nefrologia dei trapianti dell’Aoup, il 19 dicembre scorso il trapianto è stato eseguito ed è perfettamente riuscito.

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