Omicidio di Castagneto, si cercano possibili complici

“Lui i segnali li ha sempre dati e, nonostante le varie denunce, non sembrava essere un problema per lo Stato. Se la legge fosse applicata non saremmo qui. Lui ha dimostrato di essere la persona che è, non solo nei confronti degli italiani ma anche nei confronti della comunità senegalese”.

Lo ha detto il presidente della comunità senegalese della Toscana, Diop Mbaye, parlando di Ablaye Ndoye, una “mela marcia”, il senegalese fermato per l’omicidio di Ilaria Leone, uccisa a Castagneto Carducci (Livorno).
Insieme al segretario generale della comunità livornese Dieng Cheikh, Mbaye ha annunciato nei prossimi giorni alcune iniziative sul tema integrazione. La comunità senegalese di Donoratico è composta da circa 400 persone.
“Donoratico è uno dei punti più belli di integrazione tra comunità senegalese e territorio – ha aggiunto Mbaye – e purtroppo quello che è successo è successo, ma non vogliamo che si deteriori un rapporto che nessuna mela marcia può rovinare”.

“Da quando è in Italia – ha aggiunto – Ndoye non ha mai avuto a che fare con nessuno di noi, stava da solo in un riparo sulla spiaggia e non era integrato con la nostra comunità. Noi vogliamo prendere le distanze da lui. In Italia sembra che si favorisca chi delinque, mentre si va a rincorrere chi cerca di vivere pacificamente”.

“Le indagini stanno proseguendo, e non escludiamo che nell’evento delittuoso ci possano essere complici”. Lo ha confermato il procuratore di Livorno, Francesco De Leo, parlando dell’omicidio di Ilaria Leone, la diciannovenne uccisa a Castagneto Carducci (Livorno). L’ipotesi, che si era affacciata nei giorni scorsi e che poi sembrava essere sfumata, torna quindi al vaglio degli inquirenti. De Leo ha chiarito che ci vorrà ancora qualche giorno per i risultati delle analisi del Ris, che potrebbero comunque arrivare entro la fine della settimana. Potrebbe ritardare il nullaosta per la riconsegna alla famiglia del corpo di Ilaria perché, ha spiegato il procuratore, “potrebbero esserci ulteriori approfondimenti e analisi tecniche”.

E’ prevista per domattina alle 8.30, nel carcere di Livorno, l’interrogatorio di garanzia del gip per Ablaye Ndoye, il senegalese fermato per l’omicidio. Il quale il pm Fiorenza Marrara ha depositato ieri la richiesta di convalida del fermo e della misura cautelare in carcere. “Tre ragazzi morti in tre giorni sul nostro territorio, tutti giovanissimi, legati in qualche modo al mondo della droga, sono il segno di una tragedia
nazionale, non solo livornese”. Lo ha detto il procuratore di Livorno Francesco De Leo, in un incontro con la stampa.

I tre casi sono quelli di Ilaria Leone, uccisa a Castagneto Carducci (Livorno), di una ventenne morta in un albergo livornese per una sospetta overdose e di un diciannovenne morto ieri a Cecina precipitando dalla facciata di una palazzina. “Chi è morto, chi si è suicidato, chi è stato ucciso – ha continuato il procuratore – ma con un unico filo conduttore, quello della droga. Sulla drammaticità profonda che porta il consumo di stupefacenti non bastano gli arresti e non bastano le leggi punitive: le soluzioni bisogna cercarle altrove”.

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